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Thomas Lange – 1957 in Berlin geboren 1976-82 Studium an der Hochschule der Künste Berlin bei Wolfgang Petrick und Herbert Kauffmann Stipendiat der Karl-Schmidt-Rottluff-Stiftung seit 1978 zahlreiche Ausstellungen u.a. im Guggenheim Museum New York, bei der Biennale di Venezia, im Mori-Center Tokio und im Palazzo Venezia, Rom.
Mutsuo Hirano – geboren 1952 in Hyogo-Giappone lebt und arbeitet in Berlin und Torre Alfina, Italien Ausstellungen in Italien und Deutschland

Thomas Lange: la ricerca dell’immagine e dei suoi significati

Thomas Lange si colloca agli esordi fra quelle personalità che emersero con successo tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta dalla trasgressiva scena underground di ex Berlino Ovest, ancora la città del muro; fra i cosiddetti Giovani Selvaggi (denominazione coniata ad indicare la più giovane fra le generazioni di artisti coinvolte entro la più ampia e complessa vicenda del Neoespressionismo tedesco) che, in relazione alle diverse sollecitazioni e alle tensioni del particolarissimo clima storico, politico e culturale di quegli anni, rivendicavano una pittura caratterizzata da un’esasperazione gestuale e figurale e da un’immediatezza nella stesura cromatica spinta fino ai limiti di un’esecuzione veloce e consapevolmente grezza e trasandata. Una pittura memore del primo Espressionismo tedesco, delle esperienze dell’Informale e della action painting americana, come della nuova disinvoltura tecnica, iconica e provocatoriamente contestatoria già proposta nei Settanta da Baselitz, Kiefer e Lüpertz.

Allora i dipinti rutilanti e spregiudicati di Fetting, Salomè, Middendorf, Bach, solo per citarne alcuni, divennero da subito l’emblema degli eccessi dell’ energica vitalità e di una nuova libertà individuale sperimentata dagli artisti all’interno del muro.

In quel periodo Lange andava elaborando gradualmente un originale e ampio repertorio di immagini di riferimento figurale e autobiografico: figure create fluidamente dalla libera associazione di segni e tracciati del pennello a partire da un sostrato pittorico immaginativamente suggestivo; lembi e strani grovigli di corpi e di volti o enigmatiche e colossali creature androgine di inusitata forza espressiva, che prorompono plasticamente dal fondo del quadro. Come sono da considerare lungo il corso degli Ottanta anche i numerosi cicli di ritratti e autoritratti dai quali emergono storie di manie e ossessioni, la sessualità e mitologie private, spesso descritte attraverso complesse metafore e poetiche trasfigurazioni, a rintracciare domande circa la definizione di una propria identità individuale, posta costantemente in relazione alle sollecitazioni culturali di quel momento.

Pur avvalendosi di una gestualità violenta e una pennellata ampia e vigorosa, nell’urgenza di una modalità espressiva dettata in prima istanza da una mozione interiore, Lange si apriva già verso ben altre considerazioni in merito ad una personale ricerca creativa, individuabili proprio a partire dalla peculiarità del processo pittorico. Egli, infatti, opponeva alla velocità e alla maggiore spontaneità d’esecuzione degli altri “selvaggi” una modalità più intimamente meditata e prolungata nel tempo, fatta da insistiti interventi curati da una sensibile e sicura intuizione e pur sempre da un attento controllo anche là dove l’artista sembra stato apparentemente incapace di fermarsi, a testimonianza di un’intenzionale ricerca dell’immagine che riscatta tale processo creativo dall’essere considerato semplicemente quale viscerale sfogo di attinenza biografica.

Di quella giovane generazione egli porta ancora oggi i segni impressi nel proprio DNA artistico ma, a differenza di altri, ne ha saputo superare i limiti storici, seguendo nel corso degli anni la strada di un personalissimo percorso evolutivo che, nella complessa varietà dei suoi pronunciamenti, sembra rifuggire da qualsiasi tipo di classificazione in termini di stile, rivendicando piuttosto la centralità di una propria indagine linguistica e poetica: un’intensa riflessione sul significato delle immagini e l’atto stesso del dipingere che si svolge coerentemente proprio attraverso il fare, nell’incessante e spasmodica ricerca dell’immagine pittorica.

In ogni dipinto Lange approfondisce al massimo grado le possibilità di un processo creativo che si svolge in una successione di fasi, di interventi e ritorni sul quadro nella continua riformulazione dell’opera, sperimentando azioni istintuali insieme a momenti di più lucida tensione emotiva. Si tratta di un procedere per stratificazioni, con aggiunte successive, cancellazioni e rielaborazioni che si alternano al ritmo imprevedibile dell’improvvisazione creativa, scandito da sessioni operative in cui, in ogni intervento, l’artista addensa per sovrapposizione elementi iconici e figurali, affidandosi ad un fare rapido e fluente volto ad un’esasperante azione di ridipintura, dettata dall’oscillazione alterna dei moti umorali e dagli slanci pulsionali del momento, giungendo così all’immagine per gradi.

Ma nella foga dell’impeto pittorico, la prassi gestuale si rivolge pur sempre ad implicazioni di tipo figurativo. L’artista, infatti, è solito individuare i suoi modelli figurali che utilizza come canovaccio per i suoi dipinti, attingendo liberamente dall’ampio e suggestivo repertorio iconografico di immagini proposte dal web o dai rotocalchi da fotografie legate al vissuto e ai ricordi personali come a vicende di importanza storica o sociale e soprattutto e maggiormente dalla storia dell’arte. Lange si sente continuamente interpellato da quelle immagini che, più o meno inconsapevolmente, sono entrate a far parte della propria memoria individuale, come del nostro immaginario collettivo, poiché esse costituiscono il motore primo, la spinta irrinunciabile che lo conduce ogni volta all’azione nello studio, innescando un corto circuito di stimoli e di riferimenti per i suoi cicli tematici.

Procedendo per reiterate ridipinture, cancellazioni e sovrapposizioni, l’artista sonda e analizza le possibilità formali e di senso offerte dal modello di riferimento, che piega, in ogni sequenza, ai modi della sua pittura sempre volta alla ricerca del quadro, in una sorta di corpo a corpo con la superficie pittorica, quasi provocando azioni di disturbo al suo naturale svolgimento, per rintracciare un approccio sempre nuovo ogni qual volta un’impellente necessità dichiarativa richiama l’artista a dipingere ancora, a rifare, modificare e distruggere anche ciò che sembra riuscito, in un procedere che mai sembra approdare ad una fine. La tela viene utilizzata quale supporto sensibile dove, come in una pellicola fotografica, rimangono impressi i segni vitali di ogni stratificazione, registrando le tracce lasciate da ogni singolo gesto, anche dalla pennellata apparentemente più trascurabile, a documentare ogni azione, ogni impulso, in una miscela sapiente e sensibile di accostamenti cromatici, ora suadenti, ora esplosivi, quale manifestazione del vissuto dell’artista che, dunque, si rivela nella creazione dell’opera. La prassi pittorica, allora, si fa in qualche modo soggetto della pittura, in cui il motivo figurativo costituisce soltanto il pretesto per un processo creativo che si trasforma nella nascita del quadro e di cui l’opera stessa ne è autentica testimonianza.

La continua ridipintura del quadro costituisce, così, il gesto fondante del processo creativo e attraverso cui l’artista approda ad un’interessante complessità dell’immagine che sfugge ad ogni facile e veloce comprensione, perchè pone continuamente interrogativi rispetto ad una dialettica problematica che si articola, innanzitutto, oscillando costantemente fra astrazione e figurazione. La nascita di tale prassi si ha verso la fine dei Settanta quando, ancora allievo di Wolfgang Petrick, esponente del Realismo Critico Berlinese, Lange riesce ad affrancarsi dalle rigide modalità figurative di matrice realista approdando ai memorabili Streifenbilder (Quadri a strisce) in cui cancella emblematicamente la figurazione del dipinto tracciando larghe e poderose striature verticali e talvolta orizzontali. Dalla cancellazione dell’oggetto, con gesti perentori e monumentali, scaturivano una libertà d’azione e nuove suggestioni ideative e di intervento sulla tela che l’artista svolgerà in vista di un radicale superamento del Realismo, ricercando un proprio linguaggio.

Ancora oggi, la modalità di intervenire per sovrapposizioni che, ad ogni successiva ridipintura, rivelano e nascondono alternativamente le immagini sottostanti, dà luogo ad impensate relazioni e associazioni immaginative fra “sotto” e “sopra”, fra un “al di qua” e un “al di la”, favorendo un proliferare di legami che di strato in strato procedono in profondità fin dentro al quadro. Esso, allora, non è più concepito come superficie orizzontale dove organizzare a sistema segni e colori, ma come spazio verticale strutturato per una originalissima narrazione stratificata, condotta per immagini sovrapposte e che avanza per domande, dubbi e spunti di riflessione, mettendo in luce esperienze e condizioni esistenziali e che, inoltrandosi fra le complesse sedimentazioni, conduce ad un lento e graduale disvelamento dell’opera come rivelazione interiore.

La lettura in successione delle ridipinture ci racconta della storia del quadro in ogni sua fase di creazione, evidenziando l’aspetto temporale dell’opera, e ci introduce alla tematica dominante della ricerca poetica di Lange incentrata sul significato delle immagini in relazione al trascorrere del tempo. Essa costituisce l’ interrogativo chiave attorno al quale si articola l’intero corpus della sua vasta produzione pittorica e che troverà uno svolgimento più programmatico nei grandi gruppi di lavori, realizzati fra il 1990 e il 2007, che compongono il progetto Gestern-Heute-Motgen (Ieri-Oggi-Domani).

Lange dedica numerosi cicli di opere alla rappresentazione di Ieri, Oggi e Domani interrogandosi sull’origine e il fine ultimo dell’esistenza umana in riferimento al presente ed ad una sua possibile rappresentazione che includa anche il passato e il futuro. Si parte da alcune foto di famiglia, una per ogni anno di vita, dalla nascita fino al 1990, che diventano un efficace catalizzatore per riportare alla mente vecchi ricordi, rielaborati a distanza di tempo e per questo ormai fittizi e vaghi, ma trasformati in immagini pittoriche, paesaggi mentali potentemente evocativi e visionari. I ritratti in negativo dell’amico Mutsuo, invece, dipinti alcuni anni più tardi e anch’essi tratti da scatti fotografici, si rivolgono al futuro che verrà e, come negativo di una foto ancora da sviluppare, rappresentano simbolicamente il preludio di un domani ancora incerto e imprevedibile.

Il campo pittorico è uno spazio amplissimo e altamente conflittuale dove confrontarsi con il passato e la storia dell’arte, in relazione al presente e alle mitologie della vita quotidiana, con cui instaurare un contatto privilegiato. Lange è solito recarsi più volte nel passato non per farne una rievocazione nostalgica, ma per richiamarlo al presente e preservarlo al futuro, con un intento ri-attualizzante. Come in una speciale macchina del tempo le immagini tratte di volta in volta da Masaccio, da Dürer o da Caravaggio convivono nel quadro con ritratti di amici e conoscenti che, come lembi temporali e memoriali, sedimentano uno sull’altro sul fondo del dipinto e alternativamente riemergono da un passato emblematico o si inabissano in esso ancor di più, fra le complesse sovrapposizioni della materia cromatica, creando un importante momento di dialogo fra storie individuali e collettive, con il proprio passato e con la storia dell’uomo. Tanto l’artista accumula e procede per aggiunte successive, tanto l’osservatore si appresta a calarsi fra gli spessori degli strati pittorici, in una sorta di scavo simbolico nella storia e nella propria memoria individuale giungendo a cogliere quel nesso che, nell’intersezione fra le immagini, si pone nella frattura temporale fra passato e presente, quale momento di congiunzione fra Ieri e Oggi, fra un passato storico-artistico e la nostra attualità.

Per comprendere meglio questa visione osmotica del tempo Lange dice:

I volti e i corpi dei Santi dipinti in un’opera del passato, se decontestualizzati dalla scena e spogliati degli abiti, diventano semplicemente persone comuni che l’artista dell’epoca utilizzava come modelli da ritrarre per la sua opera. Erano cioè suoi contemporanei e dunque parte del suo presente. (T. Lange)

Inserendo nei suoi dipinti i ritratti dei personaggi desunti dalle opere del passato insieme ai ritratti dei suoi contemporanei o addirittura sovrapponendoli, è come se Lange associasse motivi del presente di Ieri con altri appartenenti al presente dell’ Oggi, stabilendo interessanti legami simbiotici. Egli dà forma così, nella ricchezza rigogliosa delle sue elaborazioni pittoriche, all’immagine complessa e visionaria di quello che definisce un Eterno Presente, salvando all’oggi l’attualità di un messaggio che dalla storia giunge direttamente ai nostri giorni, quale inizio del nuovo domani. Allora la scena della Cacciata dei Progenitori dipinta da Masaccio nel ‘400 nella Cappella Brancacci a Firenze diventa l’archetipo della sofferenza umana; o l’immagine fotografica di una coppia di naturisti dispersi in una spiaggia incontaminata si trasforma in quella di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden prima della Cacciata dal Paradiso.

Dalla seconda metà degli anni Novanta Lange ha deciso di vivere più o meno stabilmente in Italia centrale, nella casa-atelier che condivide con l’amico scultore Mutsuo Hirano, a stretto contatto con le importanti testimonianze della storia dell’arte passata che hanno arricchito e segnato profondamente il corso della sua ricerca. È questo uno dei motivi per cui l’artista è andato sempre più accostandosi allo studio dell’iconografia cristiana pur dedicando dapprima numerosi lavori anche alla civiltà etrusca, e soprattutto alle immagini della Pietà e a seguire ai simboli della Croce e alla storia e ai significati del Golgota.

L’approdo più recente è legato al tema Vera Icona, una nuova ricerca che ha origine a partire dalla traslitterazione latina della Veronica, nome che la tradizione attribuisce per varie ragioni al panno di lino con cui venne asciugato il Santo Volto e nel quale ne sarebbe rimasta impressa la vera immagine. Egli si ispira a questa leggenda interpretandola come ricerca della vera immagine pittorica che, scevra da pregiudiziali ideologiche e da dogmatismi, si fa espressione dell’autenticità del gesto e dell’atto creativo, sollecitando un proliferare di associazioni e connessioni.

In diversi cicli di opere di piccole e grandi dimensioni, è di nuovo il ritratto di Mutsuo Hirano, variamente formulato, a fungere da emblema per una Vera Icona contemporanea. In ogni quadro Lange sembra manifestare il desiderio e la voglia incontrollabile di affidarsi ad un viscerale sfogo interiore, liberandosi in una gestualità dirompente ed esuberante e affidandosi ad una colorazione particolarmente accesa e contrastante. Ma il volto di Mutsuo, che pur si configura in diverse modalità, emerge dal fondo quasi emulando l’illusione di una foto e la sensibile cura con cui viene eseguito tradisce un’intenzione più meditata. Esso è costretto a subire le continue ingiurie di un’ irriverente azione pittorica: ora cancellato da ampie pennellate e dense colature, ora ridipinto sommariamente in superficie o ridisegnato direttamente con il tubo del colore ad olio.

Ritorna così quell’ambiguità fra astrazione e figurazione, fra immagine dipinta e immagine fotografica, dove il ritratto di Mutsuo avanza gradualmente e imperterrito fra gli strati pittorici, quale emblema testimoniale di ogni dipinto e che, dal vissuto presente dell’artista, si pone così fuori dal tempo, rimanendo il pretesto figurale di un’impetuosa manifestazione pittorica.

Altri lavori sono concepiti come grandi composizioni costituite da gruppi di disegni e di dipinti ispirati a storie familiari di amici, che l’artista ha riunito come unica superficie e sulla quale è intervenuto con vernici spray, disegnando il ritratto di Mutsuo come fosse il logo di un writer clandestino. Esso funge da raccordo e da anello di congiunzione per ogni storia, quale epicentro focale e sovratemporale di una costellazione aneddotica svolta per immagini. Infine i cosiddetti Apostoli sono una serie di lavori in verticale che, ispirati all’idea dei discepoli di Cristo, fungono da protettori e da propagandisti di una dottrina: quella della Vera Icona, della vera immagine dipinta, proclamando così, anche con un intento provocatorio, la fede dell’artista nella sua pittura. A differenza di altri, molti di questi dipinti presentano un’azione gestuale più limitata e contratta, contraddistinta da pochi segni e macchie che si concentrano con apparente approssimazione soltanto su alcune zone della tela lasciando alla superficie pittorica un più ampio respiro, quasi che l’artista li abbia abbandonati in precedenza nel suo atelier esponendoli alle tracce e ai segni casuali del tempo. In essi si scorgono vagamente ritratti di persone reali, dall’amico Mutsuo a volti noti come Michael Jackson, che mettono in moto quella polarità di senso, tipica di Lange, che trascorre fra storie private e pubbliche, fra micro e macrocosmo, nel tentativo di approdare a ulteriori significati.

Anche in questi nuovi lavori, mosso dalla necessità di comunicare quell’affinità fra l’uomo e la sua storia, Lange continua ad accentuare sempre più la strada di un personale ed intimo approfondimento, recuperando la capacità interrogativa dell’immagine, della vera immagine dipinta che, dal vissuto dell’artista si erge a icona rispetto ai temi universali dell’esistenza.

Thomas Lange si presenta a noi come filosofo che compie la sua elaborazione del mondo e della vita in modo artistico, rendendola condivisibile attraverso la pittura. […] Da ciò non possono né devono scaturire sequenze, successioni tematiche, storie o serie, ma devono nascere necessariamente sempre nuove domande, richieste, analisi, rovesciamenti o rispecchiamenti, che forniscono la complessità del fenomeno di una presenza artistica.1

1Cit. Michael Kochs, Il figlio Perduto | Der verlorene Sohn in AA. VV. Thomas Lange. Il Figlio Perduto | Der verlorene Sohn, cat. mostra, Augsburger Kunsteverein, Marburger Kunstverein, Mannheimer Kunstverein, Diözesanmuseum Rottenburg-Stuttgart, Edition Fornovecchino 14, 2004/05

 

Thomas Lange
(Berlin, 1957)

1976 Studium an der Hochschule der Künste, West-Berlin bei Wolfgang Petrick und Herbert Kaufmann

1982 Meisterschüler bei Herbert Kaufmann

1983 Stipendiat der Karl-Schmidt-Rottluff Stiftung

1986 Dozentur an der Marburg University

1988/89   Gastprofessur an der HdK Berlin

2000/01   Dozent beim Schwäbischen Kunstsommer Universität Augsburg/Irsee

2001 Gewinner des Preises von Suzzara, Italy

Seit 2004 Dozenturen u.a. an der

Università Pontificia Gregoriana, Rom

Akademie der schönen Künste von Brera, Mailand

OTH Regensburg / Department Architecture

Reichenhaller Akademie

Akademie Kolbernoor

Lebt und arbeitet in Berlin und Italien

 

Auswahl Einzelausstellungen/ selected solo exhibitions

2016

FASTENTUCH St. Wolfgang (mit M Hirano) Regensburg DE

2015

VUOTO/VOLUME! Roma
Museum Kartaeuse Astheim DE
Burkardus Haus Wuerzburg DE
MLZ Art Dep Trieste IT

2014

Vuoto VOLUME! Rom (IT)
KUNST BAUEN (mit Mutsuo Hirano )/ Haus der Architekten, Düsseldorf (DE)

2013

GOLGOTA Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto (IT) Thomas Lange Mudima Mailand (IT) Golgota Museum. Burg. Miltenberg (DE)

2012

GOLGOTA Museo Diocesano Brescia, Palazzo Vescovile Acquapendente (IT)

2011

THOMAS LANGE 1974 – 2011 Galerie Poll Berlin (DE)

2010

VERA ICONA, site- specific exhibition project, Chiesa di San Crescentino, Morra (Città di Castello – PG), (IT)
ENZO CUCCHI-THOMAS LANGE, double solo exhibitions, Galleria Il Frantoio, Capalbio, (IT).
MELODIA APOCALITTICA Museum am Dom, Würzburg (DE)

2009

MELODIA APOCALITTICA, Museo dell’Opera del Duomo, Orvieto, Museo Civico, Spoleto, (IT)
AD IM WUNDERLAND Zellermayer Galerie, Berlin (DE)

2008

BILDERS NODVENDIGHET-DIE NOTWENDIGKEIT ZU MALEN, Galerie Würth, Hagan, Norway
EINE RETROSPEKTIVE Kunstforum Würth, Turnhout, (BE)

2007

JAZZBILDER Zellermayer Galerie, Berlin (DE)
GENESI WÜRTH E MELODIA APOCALITTICA Art Forum Würth, Capena, Rom (IT)

2006

CARAVAGGIO. LA VITA E LA MORTE, Deweer Art Gallery, Otegem, (BE)

2005

CARAVAGGIO. LA PASSIONE E LA MORTE Museum am Dom, Würzburg (DE)
DER VERLORENE SOHN Diözesanmuseum, Rottenberg – Stuttgart (DE)
CARAVAGGIO. LA PASSIONE E LA MORTE Palazzo Venezia, Rom (IT)

2004

DER VERLORENE SOHN, KUNSTVEREIN
Augsburg/Toscana-Halle und Mannheimer Kunstverein, Mannheim (DE)
THOMAS LANGE. GESTERN-HEUTE-MORGEN:
Der Segantini-Brancacci Zyklus from the Würth Collection, Künzelsau (DE)
and Kunstzentrum Würth, Chur (CH)

2003

MUSEUM AM DOM Würzburg (DE)
THOMAS LANGE Verannemann Foundation (BE)
THOMAS LANGE 1983-2003 Deweer Art Gallery, Otegem, (BE)
SKULPTUREN UND 364 ZEICHNUNGEN Zellermayer Galerie, Berlin (DE)

2002

CHI NON DIMENTICA IL PASSATO, GUARDA AL FUTURO Palazzo dei Sette, Orvieto (IT)

2001

ORPHEUS UND EURYDIKE Zellermayer Galerie Berlin (DE)
DIE MYSTERIEN DER ARBEIT DASA Galerie, Dortmund, (DE)
DIE ORPHEUS UND EURYDIKE KONSTRUKTION Foundation Verannemann (BE)

2000

WER DIE VERGANGENHEIT NICHT VERGISST, SCHAUT IN DIE ZUKUNFT
Centrum Elzenfeldt, Antwerpen (BE)
WERKSTATT EUROPA Goethe Institut Brussel (BE)
UFOS ZUM HIMMELSTOR-RAUMSCHIFFE UND MARIE HIMMELFAHRT
Galerie Jahn, Landshut und Kunstverein Uelzen (DE)

1999

1999 DIE VERTREIBUNG AUS DEM PARADIES Gustav-Lübcke-Museum, Hamm(DE)
LA CACCIATA DAL PARADISO Rocca di Umbertide, Perugia (IT)
THOMAS LANGE Galerie Arte Piu, Basel (CH)
UFOS ZUM HIMMELSTOR-RAUMSCHIFFE UND MARIE HIMMELFAHRT
Würzburger Kunstverein, Würzburg und Zellermayer Galerie, Berlin (DE)

1998

DIE VERTREIBUNG AUS DEM PARADIES Städtische Kunsthalle Mannheim (DE) und Provincial Museum voor Moderne Kunst, Ostende (BE)

1997

Resim ve Heykel Muzesi, Istanbul, Turkey
DIE REISE NACH ÄGYPTEN, Galerie Inge Becker, Köln,(DE)
OGGI-DOMANI Haus am Lützowplatz, Berlin (DE)

1996

LA VITA-LA NATURA-LA MORTE
Hirschwirtscheuer, Künzelsau, (DE)
L’ETERNO ADESSO -HET EEUWIGE NU Deweer Art Gallery, Otegem (BE)

1995

IL SANTO MOMENTO Zellermayer Galerie, Berlin
und Marburger Kunstverein, Marburg, (DE)

1993

TERRAKOTTEN Zellermayer Galerie, Berlin(DE)

1992

ERINNERUNG UND FIKTION Kunsthalle, Budapest (H)
AFFRESCHI Villa Romana, Florenz,(IT)

1991

THOMAS LANGE Christine Colmant Art Gallery, Brussel (BE)

1990

ERINNERUNG UND FIKTION Mannheimer Kunstverein, Mannheim (DE)
LANDSCHAFTEN Deweer Art Gallery, Otegem (BE)

1989

BERGLANDSCHAFTEN Zellermayer Galerie, Berlin (DE)

1988

HÖHLENMENSCHEN Galerie Hermeyer, München (DE)
Kunstverein Hannover (DE) und WONNEGRAUEN Neuer Berliner Kunstverein, Berlin, (DE)
SCHATTEN DER LIEBE Thomas Lange-Frank Dornseif, double solo exhibition, Provincial Museum voor Moderne Kunst, Ostende, (BE)

1987

SEBASTIAN Galerie Zimmer, Düsseldorf (DE)
ARTE MURALE Frasso Telesino, (IT)

1986

THOMAS LANGE Kulturhistorisches Museum, Bielefeld (DE)
ICH Zellermayer Galerie, Berlin und Galerie Hermeyer, München (DE)

1985

THOMAS LANGE Kunstverein Braunschweig, (DE)
Mathildenhöhe, Darmstadt (DE)
LIEBENDE Zellermayer Galerie, Berlin, (DE)
THOMAS LANGE ( Karl Schmidt Rottluff Stipendiaten) Austellungshallen
PROMETHO Proposte Villa Romana, Florenz (IT)

1984

TÄTOWIERT Deweer Art Gallery, Otegem (BE)
T. LANGE Zellermayer Galerie, Berlin, (DE)
LEIBEIGENSCHAFTEN Galerie Zimmer, Düsseldorf (DE)

1983

BRANDUNG(mit Herbrich undmvon der Mawitz) Galerie im Kutscherhaus, Berlin (DE)
SEESTÜCKE Galerie Zimmer, Düsseldorf (DE)
G.L.GABRIEL-THOMAS LANGE, double solo exhibition, Galerie Poll, Berlin, (DE)
SCHÜTTE – KASSEBÖMER – KÖTHE – LANGE four solo exhibitions
Städtische Galerie, Regensburg (DE)

1981

TAORMINA Selbsthilfe-Galerie Kulmerstrasse 20a, Berlin (DE)
THOMAS LANGE Galerie Poll, Berlin (DE)

1980

WIGWAMS Selbsthilfe-Galerie Kulmerstrasse 20a, Berlin (DE)

1975

SELEKTION, Berlin (DE)

Auswahl/gruppenausstellungen/ selected group exhibitions

2016

LUTHER REICHT NICHT Kunsthaus Kaufbeueren (DE)
L’UOVOLO D’ PASCQUA Accademia della Moda/ Roma (IT)
TUCH Diözesanmuseum Regensburg (DE)
IM ZEICHEN DES KREUZES (mit M. Hirano und Studenten der Fakult. Architektur u. Design der OTH Regensburg) Diözesanmuseum Regensburg (DE)

2015

VOLUME! Roma – Musee d’arte contemporanea Saint Etienne (FR)
Citylayers- Palais Palffy /Wien (AT)

2014

TERRAVECCHIA 2014 Frasso Telesino (BN -IT)

2013

KREUZ Museum am Dom Würzburg (DE)
FONDATION JUTTA AND MANFRED HEINRICH Maulbronn (DE)
Galleria Il Frantoio, Capalbio (IT)

2012

VON KOPF BIS FUSS Kunsthalle Würth Schwäbisch Hall (DE)
CROSSHOWN Nuova Galleria Morone Mailand (IT)
CHIA – LANGE -SCHMETTAU – NEUE ARBEITEN Galerie Poll Berlin (DE)
COFANI D´AUTORE Museo del Parco Portofino (IT)

2011

IKONEN UND MODERNE KUNST Museum. Burg. Miltenberg (DE)

2010

CROSSROADS|CROCEVIA Galleria Il Frantoio, Capalbio (IT)

2009

DA QUI Galleria 3)5, Rieti (IT)
CHAMBRE D’AMIS TORRE ALFINA Torre Alfina (IT)

2008

AMBIENTARTI Orto Botanico e Palazzo dei Priori, Viterbo (IT)
Berlinische Galerie, Berlin (DE)

2004

ECLIPS” 25 YEARS, DEWEER ART GALLERY Otegem (BE)
REICHENHALLER AKADEMIE Bad Reichenhall (DE)

2003

SETART Museo della Seta, Como, (IT)
Museum am Dom, Würzburg (DE)
Deweer Art Gallery, Otegem (BE)

2002

TRASPARANT EN TRASCENDENT Elzenveldt Museum, Antwerpen (BE)
KUNST LEBEN Univeristät, Augsburg (DE)

2001

LAVORO E LAVORATORI NELL’ARTE XLI PREMIO SUZZARA Galleria Civica, Suzzara (IT)

1999

ORO E NERO. PRAGA MAGICA Palazzo dei Sette, Orvieto (IT)

1997

HEFTIGE MALEREI Museum Würth, Künzelsau (DE)

1995

ARTE COME PROGETTO DI VITA Rotary International, Teatro Manzoni, Mailand (IT)

1994

Arbeiten an Terracottareliefs für einen Schulneubau in Berlin (DE)
A PAINTING SHOW Deweer Art Gallery, Otegem, (BE)

1993

EUROPESE ONTMOETINGEN Elzenfeldt, Antwerpen (BE)

1990

AMBIENTE BERLIN XLIV Biennale di Venezia, Venezia (IT)

1989

SEVEN ARTISTS ’89 Mori Art Museum, Tokyo, Japan
KORRESPONDENZEN Martin Gropius Bau, Berlin (DE)
und Musee d’arte contemporanea Saint Etienne (FR)

1988

REFIGURED PAINTING -THE GERMAN IMAGE (1960-88)
Künstmuseum, Düsseldorf und Schirn Kunsthalle, Frankfurt (DE)
Solomon R. Guggenheim Museum, New York City, USA
The Toledo Museum of Art, Toledo, Ohio, USA
Williams College Museum of Art, Williamstown, Massachussets, USA
HOTEL ORIENT Galerie der Künstler, München (DE)
EDEN BADENDE Zellermayer Galerie Berlin (DE)

1986

ANDROGYN Neuer Berliner Kunstverein in der Akademie der Künste, Berlin,(DE)

1985

TEN ARTISTS FROM BERLIN Kairo-Tel Aviv-Athen

1984

NEUE DEUTSCHE KUNST-DIE WIEDERGEFUNDENE METROPOLE Palais deux Beaux-Arts, Brussel (BE) curated by Christos M. Joachimides
VON HIER AUS -ZWEI MONATE DEUTSCHE KUNST IN DÜSSELDORF curated by Kasper König Düsseldorf (DE)
STIPENDIATEN DER KARL-SCHMIDT-ROTLUFF-STIFTUNG IM BRÜCKEMUSEUM Berlin (DE)
THOMAS LANGE Kunstlandschaft Bundesrepublik, Kunstverein Pforzheim (DE)

1983

TRANSIT BERLIN Berliner Künstler in Düsseldorfer Galerien, Düsseldorf (DE)

1982

GEFÜHL UND HÄRTE Kunstmuseum Stockholm, (S) Kubstverein München (DE)
GERMINATION Paris (F) und Braunschweig (DE)

1981

TEN YOUNG PAINTERS FROM BERLIN Goethe Institut, London (UK)
SITUATION BERLIN Musée d’Art Contemporain des Musées de Nice (F)
BILDWECHSEL Akademie der Künste, Berlin (DE)

1979

ARAL WAILERS Galerie in der Böttcherstraße, Bremen (DE)

1978

WERKSTATT – Unregel Galerie Poll Berlin (DE)

Arbeiten von Thomas Lange im öffentlichen Raum / public works:

Kunstpalast Düsseldorf DE
Victoria Versicherung Düsseldorf DE
Berlinsiche Galerie Berlin DE
Neuer Berlinber Kunstverein Berlin DE
Handelshaus Karlstadt DE
Deutsche Bank Frankfurt DE
Eurohypobank Frankfurt DE
Kunstsammlung der BRD Reichstag Berlin DE
Deutsches Konsulat USA Restaurant
Il Cavallino Bruges BE
Goethe Institut Brüssel BE
Centro Elzenveld Antwerpen BE
Kupferstichkabinett Berlin DE
Galleria Civica Suzzara (MN) IT
La Grotta Orvieto (TR) IT Centro Studi Orvieto (TR) IT
Sammlung Würth DE
Fondazione MUDIMA Mailand IT
Fondazione VOLUME! Rom IT
Tomba per Enrico Carrara Torre Alfina (VT) IT
Kirche Santa Maria Assunta Torre Alfina (VT) IT
Bisnonno Allerona (TR) IT
Museo della Seta Como IT
Museum am Dom Würzburg DE
DASA Dortmund DE
CAMUSAC Cassino (FR) IT
Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto (PG) IT
Gustav Lübcke Museum Hamm DE
Van der Heydt Museum Wuppertal DE
Phillips-Universität Marburg DE
Schwules Museum Berlin DE
Barnim- Oberschule Berlin DE
Grundschule Wartiner Strasse Berlin DE
Kunsthalle Mannheim DE
Sammlung Jutta und Manfred Heinrich Maulbronn DE
Bonifazius Kirche auf der Salzburg Bad Neustadt DE
Dom Würzburg DE
Bayerische Staatsgemäldesammlung München DE
Neumünster Würzburg DE
BSAG Bremen DE
Juliusspital Würzburg DE
Architektenkammer Düsseldorf DE
Kirche Oberteres Franken DE
Sankt Paulus Dom Münster DE
Jakobuskirche Waigolshausen DE
Burkardushaus Wuerzburg DE
Himmelsprorten Würzburg DE
ZOOVIN Castel Giogio TR IT
Fonadzione VOLUME! Rom IT
Centro Studi Orvieto IT
Kunststiftung Poll Berlin DE
Diözesanmuseum Regensburg DE
Museum Mildenburg Miltenberg DE